Premessa giuridica 1

Quali sono i presupposti del reato di truffa (tentata)?

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I presupposti di un’imputazione per tentativo di truffa includono i seguenti punti:

1. L’elemento oggettivo: la condotta idonea e l'inganno

  • Comportamento idoneo a truffare: L'elemento oggettivo della truffa è il comportamento dell'imputato che ha l'intento di ingannare una persona al fine di ottenere un vantaggio economico o altro. Se il soggetto non ha ancora completato l'inganno ma ha avviato una condotta idonea a determinare l'inganno (come la presentazione di false informazioni o l'utilizzo di documenti falsificati), si configura il tentativo di truffa.

  • Tentativo di frode: L'elemento che distingue il tentativo di truffa dal reato consumato è che l’imputato ha iniziato a realizzare l'azione ma non ha completato il suo intento fraudolento per ragioni diverse da sua volontà (ad esempio, l'inganno non ha avuto successo per l'intervento della vittima che ha scoperto la frode prima che l’imputato ottenesse il vantaggio).

 

2. Il dolo specifico

Intenzione di truffare: L’imputato deve avere il dolo specifico di ingannare la vittima al fine di ottenere un vantaggio economico o patrimoniale. L'intenzione di truffare (il "dolo" del reato di truffa) è un presupposto essenziale sia per il reato consumato che per il tentativo. Il dolo specifico si configura quando l’imputato agisce con la consapevolezza e la volontà di ingannare la persona per appropriarsi indebitamente di denaro o di altre risorse economiche

Quali sono i presupposti del reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici ?

Il reato di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici si configura quando un pubblico ufficiale, nell’esercizio delle sue funzioni, attesta il falso in un atto pubblico, cioè dichiara come veri fatti non veri o omette fatti veri che deve indicare, senza alterare materialmente il documento.
È sufficiente la volontà di mentire; il reato si perfeziona con la sola falsa attestazione.

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…un indizio non può trasformarsi sic et simpliciter in prova…

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…mi è stato insegnato che il caposaldo della... dell'Accusa e della Difesa nell'ambito di un procedimento penale è proprio la lettera della contestazione, del capo di imputazione mosso all'imputato o agli imputati, al fine di verificare se agli atti del processo, e nel nostro caso in forza della specialità del rito che è stato prescelto (rito abbreviato), del compendio investigativo in atti, siano rinvenibili atti, documenti, elementi idonei a rappresentare e a costituire la prova nell'ambito del giudizio penale, la prova certa sulla quale fondare la pretesa affermazione di penale responsabilità a carico degli imputati stessi…

….questo compendio investigativo abbia o meno raggiunto il grado della gravità degli indizi, un indizio che tale non è stato ritenuto, quindi, grave, univoco, in occasione della disamina cautelare, ovviamente senza che a questi elementi nulla sia stato aggiunto nella fase intermedia, quindi, medio tempore tra l'esame della cautela e la celebrazione del dibattimento non può, sic et simpliciter, di per sé, trasformarsi in prova e costituire il caposaldo per l'affermazione della penale responsabilità nei confronti degli imputati che ci occuperanno. questi...

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…la Corte di Cassazione …non ha ritenuto, neppure a livello di gravità indiziaria….

Pagina 15 di 41 Difesa Avvocato Nicotra

… il compendio investigativo sotteso all'incriminazione, tra gli altri, del notaio Andrea Bartoli, è stato oggetto di disamina in occasione del giudizio cautelare di merito e di legittimità compulsato dall'allora coindagato, oggi coimputato, sacerdote Giovanni Tandurella; giudizio cautelare sul quale si è formato il giudicato, per effetto della pronuncia da parte della Suprema Corte di Cassazione, sesta Sezione Penale, la quale si è espressa con... attraverso la sentenza numero 675 del 10 novembre 2022 valorizzati nell’impostazione accusatoria, non ha ritenuto, neppure a livello di gravità indiziaria, e qua faccio appello a quello che ho promesso, quello che ieri poteva essere indizio non può sic et simpliciter oggi tramutarsi in prova, ma a maggior ragione, laddove sia stato escluso che quegli indizi potessero raggiungere il livello della gravità indiziaria, quindi, dicevo, il Tribunale del Riesame di Caltanissetta non ha ritenuto che la volontà della Caltagirone fosse quella di istituire quale proprio erede l'IPAB Antonietta Aldisio, precisando piuttosto, ed è testuale, Giudice, “che anzi dagli atti di indagine appaiono emergere elementi di segno contrario”, e richiama all’uopo il contenuto delle SIT rese dalla signorina Caltagirone il 7 marzo 2020, ossia la primissima volta in cui la Caltagirone venne sentita dagli inquirenti, SIT che sono state valorizzate, per la verità, anche dal Pubblico Orbene, benché il giudizio cautelare conservi una sua autonomia rispetto al giudizio di merito, in questa sede, tuttavia, non potranno passare inosservate, in relazione ai capi di imputazione di cui ai numeri 18 e 19 della rubrica, le valutazioni già espresse dal Tribunale del Riesame di Caltanissetta, che nell’escludere la gravità e la univocità degli indizi Ministero nel corso della sua requisitoria, nonché la consapevolezza della Caltagirone di avere designato il Tandurella come erede universale…

… consapevolezza che emerge dalla conversazione ambientale captata il successivo 10 marzo 2020, è il progressivo numero 291 del registro di intercettazioni n. 41/2020, allorquando l'anziana donna ebbe ad informare Scerra Salvatore, oggi Imputato, tra gli altri, nell'ambito di questo procedimento, che avrebbe dovuto consegnare ai Carabinieri sia l'atto relativo alla donazione, impropriamente detta, perché si tratta di un contratto di mandato piuttosto, che il testamento pubblico, al quale più volte ho fatto riferimento, ossia quello redatto il 26 settembre 2019. Cosa dice la signorina Caltagirone a Scerra Salvatore, nel momento in cui comunica a quest'ultimo che i Carabinieri si sarebbero recati presso di lei per una seconda volta, al fine di acquisire la copia di questi atti? Dice, riferendosi al testamento pubblico, “dove io ho messo come erede universale per me Don Giovanni Tandurella”.

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…vacilla anche lo stesso Pubblico Ministero, sulla fondatezza delle imputazione e sulla prova certa e idonea a fondare la penale responsabilità degli imputati Bartoli….

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… per chi è stato presente all'udienza del 15 ottobre 2024, e per chi, pur non essendo presente, andrà a leggere la trascrizione del verbale di quella udienza, vacilla anche lo stesso Pubblico Ministero, sulla fondatezza delle imputazione e sulla prova certa e idonea a fondare la penale responsabilità degli imputati Bartoli, Tirrito e Moscato, vacilla lo stesso Pubblico Ministero, il quale non ha mancato di esternare, e lo ha fatto più volte, la possibilità che, all'esito del presente dibattimento, possa pervenirsi ad una pronuncia assolutoria, solo che ricordo bene, vado a memoria, ha detto di non essere pigro, e quindi, ce l'ha messa tutta per potere pervenire alla conclusione, alla richiesta di condanna nei confronti di questi imputati, riconoscendo, però, ad un certo punto, dopo avere ultimato la disamina, soprattutto delle... delle SIT rese da Angela Caltagirone e delle conversazioni ambientali e telefoniche di riferimento, e lo leggo testualmente: “di aver facilitato il ruolo della Difesa, indicando in maniera chiara quelle che sono le dichiarazioni che vanno – non lo posso negare, dice il Pubblico Ministero - a favore di un errore, di un qualche cosa che va a favore degli imputati”, siamo a pagina 20 della trascrizione del verbale di udienza del 15 ottobre 2024.

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“ricordo che dinanzi al notaio dissi che volevo lasciare i miei beni a Padre Tandurella, con l'intenzione non espressa di eseguire la realizzazione di strutture fisioterapiche e studi medici all'IPAB…”

Pagina 20, 23 e 24 di 41 Difesa Avvocato Nicotra

“Oltre alle somme sopra riportate - sarebbero i 300 mila euro cui accennavo prima - ha eseguito altre donazioni a Don Giovanni Tandurella?”, risposta, “No. Però, posso dirvi di aver sottoscritto un testamento in favore di Don Giovanni Tandurella”. L’ipotesi accusatoria, se non erro, è che il notaio, d’accordo con Giovanni Tandurella e complici i due testimoni, Tirrito e Moscato, avrebbe alterato le volontà della signorina Caltagirone scrivendo nel testamento pubblico che ella istituiva quale suo erede universale il sacerdote Tandurella e non l'IPAB. La signorina Caltagirone, il 7 marzo 2020, scevra da ogni sospetto e... e lungi da ogni condizionamento, che poi viene per comodità, ovviamente, di... di... di posizione accusatoria ipotizzata dal... dall'ufficio del Pubblico Ministero, riferisce ella stessa ai Carabinieri di avere testato in favore di Giovanni... del sacerdote Giovanni Tandurella, istituendolo suo erede universale, e addirittura elenca quali sono i beni dei quali ha disposto, quindi, “comprende tutti i miei beni mobili e immobili”, un appartamento, un altro appartamento….

“ricordo che dinanzi al notaio dissi che volevo lasciare i miei beni a Padre Tandurella, con l'intenzione non espressa di eseguire la realizzazione di strutture fisioterapiche e studi medici all'IPAB”. Quindi, “davanti al notaio dissi che volevo lasciare i miei beni a Padre Tandurella, con l’intenzione non espressa”. 

considerato che le dichiarazioni rese dalla Angela Caltagirone sono degne di fede, perché era lucida, perché era scaltra, e oggi costituiscono a maggior ragione un atto irripetibile da utilizzare in questo procedimento, perché la signora è venuta a mancare, contro le previsioni dell'ufficio di Procura, che non ha voluto acconsentire a che la stessa fosse sottoposta ad incidente probatorio perché temeva chissà quali influenze, ma devo dire, e me lo... me lo consenta, Giudice, non me né voglia il Pubblico Ministero, che leggendo attentamente gli atti, se di influenze e di pressioni si possono evincere nei confronti della Caltagirone, sicuramente quelle influenze e quelle pressioni non provengono dagli allora indagati e oggi imputati, bensì da qualche altra categoria di soggetti, che ogni volta che la avvicinava la induceva e la pressava affinché rendesse dichiarazioni conformi a quella che era l'idea manifestata nel corso della sua audizione. E il dato è oggettivo. 

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“il testamento contiene delle postille, Contiene delle postille, e le postille hanno un senso logico solo alla luce del fatto che il notaio ha dato immediata lettura alla testatrice delle volontà della stessa che aveva ridotto per iscritto …”

Pagina 26 e 27 di 41 Difesa Avvocato Nicotra

c'è un altro elemento particolarmente rilevante: quando lei andrà a rivedere questo testamento, si accorgerà che il testamento contiene delle postille, Contiene delle postille, e le postille hanno un senso logico solo alla luce del fatto che il notaio ha dato immediata lettura alla testatrice delle volontà della stessa che aveva ridotto per iscritto. Per cui, laddove l’onere testamentario riguardava, tra l'altro, la manutenzione della tomba al cimitero di... Vattelapesca, adesso non lo ricordo, il notaio aveva scritto manutenzione ordinaria e la signorina Caltagirone con la postilla fece aggiungere anche quella straordinaria. Altro passaggio sfuggito al Pubblico Ministero nel corso e poi qua c'è il dato importante che... al quale facevo cenno mentre illustravo le norme di rango civilistico, “il notaio ha letto ad alta voce”, quindi, il notaio riceve le dichiarazioni della testatrice, le riduce per iscritto, le rilegge ad alta voce alla presenza dei testimoni e la signorina Caltagirone, che è intelligente, scaltra e lucida, le sottoscrive…

Altro passaggio sfuggito al Pubblico Ministero nel corso della sua requisitoria, sempre in relazione alle SIT del 18 maggio 2020, alla domanda “Il testamento l'ha fatto spontaneamente o glielo ha suggerito o richiesto qualcuno?”, la signorina Caltagirone risponde: “No, il testamento l'ho fatto spontaneamente”, “e quando si è resa conto non rispecchiava le sue volontà?” “Me ne sono resa conto solo a seguito delle varie carte giudiziarie che ho ricevuto. 

…allorquando il Pubblico Ministero chiede alla Caltagirone, “nel testamento che lei ha esibito, c'è scritto che lei nominava erede universale il sacerdote Giovanni Tandurella, e in sostituzione, qualora non possa o non voglia accettare, l'IPAB Antonietta Aldisio. Come spiega queste volontà?”, la Caltagirone risponde: “Ribadisco di aver sbagliato, e tuttavia Padre Tandurella - quindi, non il notaio - era a conoscenza delle mie volontà di apportare ulteriori migliorie alla casa di riposo, e in particolare che volevo realizzare un centro di fisioterapia per anziani, di riabilitazione e studi medici”. 

…la Caltagirone riferiva che avrebbe... che si era impegnata a consegnare ai Carabinieri la copia del testamento, “dove io ho messo come erede universale a Don Giovanni”, e aggiunge “io sono padrona di fare quello che voglio”. 

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“Io ho fatto il testamento, lei ne vorrebbe una copia, ma a che pro? Cioè, che se ne fa di questo testamento, finché io sono viva questo testamento non avrà nessuna efficacia, io voglio vendere, se vendo è un conto, se non vendo e muoio sarà un altro conto…”

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Il Luogotenente Valenti dice “Ce l'ha una copia di questo testamento?”, la Caltagirone risponde “Certo che ce l'ho, però quel testamento non ha nessun motivo, perché se non vendo io quello che devo vendere, non faccio niente, non è che quella persona che ho messo può vendere, io sono viva”. Io ho fatto il testamento, lei ne vorrebbe una copia, ma a che pro? Cioè, che se ne fa di questo testamento, finché io sono viva questo testamento non avrà nessuna efficacia, io voglio vendere, se vendo è un conto, se non vendo e muoio sarà un altro conto. E allora, il Luogotenente Valenti incalza... incalza. 

La Caltagirone al Valenti, che incalza ancora una volta sul contenuto di questo famoso testamento, che pur essendo un testamento pubblico, pur rientrando nel novero degli atti assimilabili agli atti pubblici, perché è redatto da un notaio, non aveva alcuna efficacia, era carta straccia. In quel momento in cui la Caltagirone Angela era viva, quel testamento era carta straccia, e la Caltagirone lo sa e lo dice, la Caltagirone dice “Sì, perché se morivo io ad un certo punto chi ci doveva andare - in queste case, in questi beni immobili - i parenti che non mi hanno mai trattato?”, e Valenti incalza: “Ma lei l'ha fatto a Tandurella Giovanni?”, “Sì, sì, io non avendo... essendo tutti sopra il Padre Eterno, a qualcuno lo dovevo fare”, “a chi?”, “lui, è un sacerdote, che ha fatto questo lavoro, di più lui poteva anche dare, però, con il patto di dargli la vita sempre, io non ci sarò, però, loro mi devono tenere ordinata, pulita il monumentino, che c'è anche quella straordinaria” 

Chi l'ha scritto questo testamento, signora?”, il Luogotenente Valenti, “il notaio, c'è messo lì”, “E perché lo ha fatto a penna?”, ha commesso chissà quale atto inqualificabile, perché lo ha fatto a penna? Avere vergato a penna quel testamento pubblico è la prova... è la prova oggettiva che smentisce la personalissima convinzione della Pubblica Accusa che tra il Tandurella e il notaio Bartoli fosse intervenuto un preventivo accordo alla redazione di quel testamento, perché se così fosse stato, con tutti gli impiegati sui quali il notaio Bartoli può contare all'interno del suo studio, il testamento avrebbe potuto essere redatto in forma digitale, come si dice, no? A macchina, al computer, poi letto ovviamente alla testatrice e fatto... o addirittura manco letto, perché se questi due volevano imbrogliare la Caltagirone, il notaio Bartoli per quale motivo avrebbe dovuto leggere il testamento? La signorina arrivava, dice signorina, è pronto, guardi, firmi qua. D’altronde, dico, nel... nel sacerdote la signorina riponeva una fiducia incondizionata, il notaio comunque è una figura di garanzia, eccetera, i testimoni c'erano, che... ma che motivo ci sarebbe stato? No, il notaio Bartoli lo verga di proprio pugno, e dopo averlo letto ad alta voce alla Caltagirone, ce lo dice la Caltagirone, appone pure due postille. 

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“…ma si può veramente pensare di sostenere una richiesta di affermazione di penale responsabilità nei confronti di uno stimato professionista, di un notaio, sulla scorta di questi macroscopici malintesi delle norme di diritto civile sostanziale, o sulla scorta di personalissime sensazioni e deduzioni da parte di un ufficio di Procura …”

Pagina 34, 35 e 36 di 41 Difesa Avvocato Nicotra

Che la formulazione delle imputazioni in parola sia stata indotta dall'avere macroscopicamente perso di vista importanti istituti del diritto civile, e vi è più la disciplina codicistica afferente alle successioni testamentarie, è fuori discussione. Risconterà, Giudice, alle pagine 22, 24, 31 e 29 della trascrizione del verbale dell'udienza del 15 ottobre 2024, che l’affrancazione, istituto di natura civilistica previsto e disciplinato dall'articolo 971 del Codice Civile, è stato ritenuto dall’illustre rappresentante dell'Accusa un istituto di diritto canonico, e richiamato al fine di dimostrare che tra il notaio e il sacerdote vi fosse questo legame così stretto, così inscindibile, idoneo a ritenere che i due avessero confabulato, avessero voluto circuire, anzi mi stupisce che non c'è la circonvenzione, dico, ma... avessero voluto circuire la signorina Caltagirone. L'affrancazione è un istituto del diritto civile sostanziale, non è un istituto del diritto canonico….

…Ma Giudice illustre, il Pubblico Ministero, nel corso della sua requisitoria, fa riferimento, e ci arriverò tra poco, al testamento olografo che la signorina Caltagirone ha redatto immediatamente dopo essere stata sentita, risentita da carabinieri, Pubblici Ministeri, Avvocati, eccetera, al fine di revocare... ecco perché prima dicevo non si può non... non tenere in conto, in... (incomprensibile), sebbene, dico, sembra veramente un'assurdità nell'ambito della discussione... di una discussione penale andare a richiamare le norme del diritto civile, ma è essenziale... è essenziale, attraverso il testamento olografo che la signorina Caltagirone ha redatto per revocare il testamento pubblico, e che è stato pubblicato, dopo la sua morte, dal notaio Giorgia Damiata nell'aprile del 2023, e che ovviamente il Pubblico Ministero ha condiviso perché... perché lo ha ritenuto come una presa di coscienza da parte della Caltagirone, no? Il cui merito di questa presa di coscienza è da attribuire a Carabinieri e Pubblico Ministero. Quindi, questo testamento è sacrosanto. Ma lo ha letto bene il Pubblico Ministero? Lo beneficio dei terzi, dell’onerato stesso o ancor più del de cuius per il tempo in cui avrà cessato di vivere, scambiata per una clausola testamentaria nulla, affetta da nullità o addirittura annullabile, o addirittura insensata, pagina 24 della trascrizione del verbale di udienza del 15 ottobre 2024, o peggio ancora, pagina 31 della... della medesima trascrizione, “usata come grimaldello per convincere, persuadere la testatrice che si stesse agendo nel suo interesse”. Quindi, l'onere testamentario ridotto per iscritto dal notaio a tutela, a salvaguardia degli interessi della testatrice viene scambiato per qualcosa di illecito, viene scambiato per un grimaldello... per indorare la pillola alla testatrice, ad un certo punto, dice il Pubblico Ministero, per farla intendere che in quella sede si stava procedendo per tutelare i suoi ha letto bene?

…la signorina Caltagirone aveva fatto inserire nel testamento pubblico del 26 settembre 2019 a carico dell'erede universale Tandurella, ovvero, qualora questi non avesse voluto o potuto accettare, a carico dell'altro erede designato, cioè, dell'IPAB? Lo stesso onere, che è quello di curarsi della ordinaria e straordinaria manutenzione del cimitero, della tomba, di questo, di quello e di quell'altro? La signorina Caltagirone l'ha riscritto in questo testamento olografo, che è ritenuto una presa di coscienza di consapevolezza della stessa Caltagirone? E perché mai l'onere inserito, in maniera ovviamente tecnicamente più corretta, rispetto a quello che ci troviamo a leggere nel testamento olografo redatto dalla... di pugno, vergato di pugno dalla Caltagirone, perché mai il... il notaio avrebbe commesso un reato, si sarebbe reso responsabile di una condotta fraudolenta, di una alterazione delle volontà della testatrice, andando ad introdurre nel testamento una clausola, che nessuno quasi mai aveva letto nei testamenti? Addirittura, adesso, dico, non voglio perdere tempo a cercarlo proprio nella trascrizione, ma ricordo, vado a memoria, per averlo riletto proprio ieri sera, il Pubblico Ministero dice un Difensore bravissimo che si occupa di penale, rimase perplesso da questa clausola testamentaria, tutti, i Carabinieri, la Procura, il Tribunale del Riesame, tutti si soffermarono su questa clausola perché non aveva senso, lo sapete qual è la clausola, l'onere... l'onere testamentario che, a parere del Pubblico Ministero, non aveva senso? L’onere è questo, è qua, “Però c'è una clausola che non avevamo mai, quasi mai visto”, dice il Pubblico Ministero, il 15 ottobre 2024, “quindi, nomino erede universale Tandurella Giovanni con il seguente onere: provvedere a darmi assistenza spirituale, e qualora avessi necessità di assistenza materiale ulteriore a quella che ricevo presso la casa di accoglienza per anziani, finché avrò vita, e poi provvedere all'ordinaria e straordinaria manutenzione...”

…forse questo passaggio non è chiaro, lo ripete e lo rilegge. “Ora - dice il Pubblico Ministero – ora, non è che bisogna ritornare agli studi universitari per capire che il testamento è un atto che produce i suoi effetti nel momento in cui si muore?”, quindi, che senso ha questa clausola? E riporta porta la clausola, “provvedere a darmi assistenza spirituale, assistenza materiale, e qualora ne avessi necessità in più rispetto a quella che ricevo presso la casa di accoglienza per anziani finché avrò vita”. Ma di una donazione modale abbiamo mai sentito parlare quando eravamo all'università? O è veramente necessario ritornare indietro agli studi universitari per andare a rispolverare questi concetti? E anche chi esercita la professione, dedicandosi solo ai procedimenti penali, anche chi fa solo il penalista, proprio perché ogni tanto gli capita anche di costituirsi Parte Civile, non può permettersi di sconoscere gli istituti sostanziali del diritto civile, tutti li conosciamo, non abbiamo bisogno di ritornare indietro agli studi universitari. E continua: “Ma che senso ha questa clausola?”, Pubblico Ministero, “Ma che senso ha questa clausola? Non ha senso. Probabilmente è nullo, ma è nulla, io non voglio entrare in questo campo, è nulla, è annullabile, è nulla, è annullabile, non produce effetti.

…ma si può veramente pensare di sostenere una richiesta di affermazione di penale responsabilità nei confronti di uno stimato professionista, di un notaio, sulla scorta di questi macroscopici malintesi delle norme di diritto civile sostanziale, o sulla scorta di personalissime sensazioni e deduzioni da parte di un ufficio di Procura …